Corriere della Sera parla di Open Data e Sport

Fa sempre piacere vedere i grandi quotidiani nazionali parlare di argomenti innovativi, fa ancora più piacere vedere come uno dei maggiori quotidiani nazionali, il Corriere della Sera nello specifico su Corriere Innovazione, decida di dare visibilità agli Open Data applicati allo sport; un argomento che, come potete immaginare, mi riguarda da molto vicino.

Spesso si vede parlare di Open Data applicati agli ambiti governativi, di solito per la maggior parte dei casi, spesso perché il concetto (necessario) di trasparenza e di riutilizzo delle PA si sposa facilmente con gli ideali dell’Open Data che, grazie ai suoi termini di utilizzo, vive proprio di queste caratteristiche.

E’ cosi impossibile, quindi, immaginare gli Open Data in ambiti differenti? Difficile sì, impossibile no. Anche perché, con molta pazienza ma soprattutto tenacia, si può riuscire ad aggredire il mercato con un modello di business decisamente molto aggressivo ed innovativo: un modello che ha raccolto l’interesse proprio del Corriere della Sera.

Se volete leggere l’articolo, potete trovare il link qui: http://www.corriere.it/extra-per-voi/2017/06/06/accessibili-utilizzabili-gratuiti-miracolo-open-data-arriva-anche-sport-ad71f6ca-4ae1-11e7-ac11-205c7f1cfc9f.shtml

Ma cosa significa fare business con l’Open Data? Innanzitutto, cosa molto importante, non si deve mai vendere il proprio dataset: vendere il proprio dataset significherebbe fare perdere il concetto di gratuità della propria fonte dati e di conseguenza dell’Open Data stesso. Ma se non posso vendere l’Open Data, scusate, come posso fare business? Semplicemente non vendendo il proprio dataset, ma vendendo il servizio che un utilizzatore consuma; spostando il proprio punto di vista sul “percorso” anziché sul “fine” si riesce a scoprire un nuovo modo di approcciare l’Open Data.

Provare ad approcciare l’Open Data dal punto di vista del business, però, ha i suoi aspetti negativi: spesso i “puristi” della materia riterranno questo tipo di approccio assolutamente sbagliato ed immorale perché “l’Open Data deve essere gratis, punto”; per quanto mi riguarda non è il “gratis” (quindi, non vendere) il concetto dell’Open Data, ma il concetto di “gratuità” (quindi renderlo disponibile ed accessibile a tutti anche senza pagare); se è possibile accedere alla fonte dati in maniera gratuita allora il concetto di gratuità viene mantenuto e permette a chiunque di poterlo utilizzare.

Voi che ne pensate? Quale è il concetto di gratuità per voi?

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